LABORATORIO: "IL CANTO DI TRADIZIONE ORALE"
L'Ass.ne Culturale Terre del Sud, in collaborazione con L'Agenzia Promozione Culturale di Lanciano,
organizza un laboratorio sul Canto di Tradizione Orale", condotto da Gabriella Aiello.
Gabriella Aiello è una straordinaria interprete del canto popolare (e non solo), ed ha all'attivo collaborazioni
con "l'eccellenza" della musica tradizionale, da Giovanna Marini a Nando Citarella a Raffaello Simeoni ecc.
Potete conoscerla meglio sul suo spazio:
http://www.myspace.com/gabriellaaiello
Il seminario sarà così suddiviso:
sabato dalle ore 16,00 alle 18,00
domenica dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle ore 14,00 alle 16,00.
Costo 35,00 euro. Posti limitati.
Info ed iscrizioni:
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- 328/3197922
| Inizio: | sabato 27 marzo 2010 alle ore 16.00 |
| Fine: | domenica 28 marzo 2010 alle ore 16.00 |
| Luogo: | Lanciano - Palazzo De Crecchio |
Il canto di tradizione orale (insegnante Gabriella Aiello) …..la parola in se già evoca qualcosa di molto antico: canti, racconti .. tramandati di voce in voce, da nonna a nipote, da padre in figlio, da regione a regione, da un continente all’altro.. E’ proprio questo tipo di “trasmissione” che rende questi canti preziosi…gli stessi versi cantati con melodie assolutamente diverse da un paese ad un altro, oppure la medesima storia cantata con diversi finali…ovviamente nulla di scritto ..tutto rigorosamente e meticolosamente insegnato ad "orecchio" . Ma in cosa il canto di tradizione orale , volgarmente detto “popolare”, differisce dal canto classico, dal “bel canto”? Prima di tutto l’emissione vocale che non ha una risonanza di testa, come sentiamo nel canto classico, ma una emissione forzata con una risonanza prevalentemente facciale; è un canto fortemente melismatico dove il senso della misura , cioè della battuta , non c’è, e i melismi sono quasi sempre sull’ultima sillaba ( generalmente nel classico li troviamo sulla penultima sillaba). Quasi sempre a cantare è un solista, libero di esprimersi come meglio crede , a cui segue talvolta gruppo di persone che armonizza per terze parallele o bordoni, ma non è un vero coro con parti divise, ad eccezione della Sardegna o di alcuni canti liturgici, dove il sentore di musica “colta”, e quindi scritta ,ci viene dato da una concezione armonica verticale ( presenza dell’accordo talvolta anche nei suoi rivolti armonici). Il respiro ha una funzione di segnale per fare entrare altre voci o per enfatizzare momenti intensi del canto, talvolta spezza la parola stessa creando così una sospensione. Si tratta di un canto rituale e quindi unito ad una funzione di tipo primario: piangere un morto, conciliare il sonno, chiedere una grazia,accompagnare il lavoro, ciclo delle stagioni, dichiarazioni d’amore o invettive, cura e guarigione….). Questi canti sono sempre vocali, talvolta, e comunque in un secondo momento, troviamo strumenti d’ accompagnamento. Nel corso del laboratorio affronteremo canti di lavoro, canti sacri, canti d’amore, e ascolteremo registrazioni raccolte “sul campo” da illustri ricercatori che hanno reso possibile la raccolta e l’archiviazione di un materiale così prezioso. Il lavoro si articolerà in 4 parti: la prima sarà dedicata al corpo: presa di coscienza della postura, grounding, esercizi di psicomotricità atti ad acquisire una migliore consapevolezza del sè e del sè in dinamica di gruppo, stretching della muscolatura ausiliaria della respirazione, esercizi di respirazione... La seconda parte sarà sulla voce: cenni di tecnica vocale ovvero riscaldamento, individuazione dei “risonatori”, cioè tutte quelle strutture (cavità nasali, ossa craniche..ecc) che permettono di “amplificare” naturalmente il suono, emissione vocale . Particolare attenzione sarà data alla voce di “maschera alta”, molto usata nel canto popolare. Si eseguiranno esercizi di “ear training”, cioè esercizi per lo sviluppo dell’”orecchio” inteso chiaramente come capacità di discernere i suoni : intervalli, esercizi sui “modi” maggiore,minore, dorico, frigio…… riflessioni sul" modo contadino"… La quarta parte sarà dedicata all'ascolto e all'esecuzione di alcuni canti di repertorio della tradizione popolare italiana e straniera.
Non è richiesta necessariamente una conoscenza della musica ma è indispensabile una intonazione di base.
Gabriella Aiello
Nata a Roma il 14.08.1968. Fisioterapista e cantante. Ha studiato con Nancy Marano della Manahattan school of Music di New York, Shown Loogan e Xavier Rebut. Ha conseguito il diploma A.I.G.A.M. per lo sviluppo dell’apprendimento musicale nel bambino da 0 a 6 anni secondo la Teoria di E. Gordon. Da tempo si occupa del panorama musicale “world” con particolare riferimento allo studio della musica popolare italiana e dei modi del canto contadino al seguito di Giovanna Marini con cui da tempo studia. Ha intrapreso lo studio del canto indiano con Sangeeta Bandyopadhyay. Ha studiato Overtones con Roberto Laneri e cantato nell’ensamble In forma di cristalli, da lui stesso ideato e interamente dedicato al canto armonico. E’ stata la voce di Indaco al fianco di Rodolfo Maltese e Arnaldo Vacca. Sempre con Arnaldo Vacca collabora a molti suoi progetti tra cui Tamburellando ,orchestra di Tamburi a cornice. Canta stabilmente in Tamburi del Vesuvio al fianco di Nando Citarella. E’voce di altri progetti:Iatros, con Goffredo degli Esposti e Nando Citarella; Tarè, quartetto vocale con Laura Polimeno, Daniela Troilo e Carla Cristofanilli; Ecovanavoce, ensamble di musica antica. Ha collaborato con Raffaello Simeoni, Patrizio Trampetti, Giuliana De Donno, P.Vivaldi, Acustimantico, Unavantaluna, Carlo Mezzanotte, Ars Ludi Ensamble, Nour Eddin, Giovanni Lo Cascio e tanti altri… Ha svolto lavori teatrali, in qualità di cantante-attrice:"Vuoto", di e con F.Cerboni,Trachinie con Manuela Kustermann , regia di G. Nanni, Vegnerà un Cristo operaio?, regia di N.Bruschetta, sotto la direzione musicale di F. Ferri, E ù carestìa, regia di B.Sicca.
CALENDARIO EVENTI LANCIANO 2012
Eventi caratteristici del comune di Lanciano:
Il Mastrogiurato. Dal 1981 si svolge a Lanciano, solitamente la prima domenica di settembre, la rievocazione storica del Mastrogiurato. Istituita nel 1304, affiancava il sindaco nell’amministrazione e nella polizia della città. Nel rispetto della tradizione, ciascuno dei 4 quartieri storici sceglie a turno l’uomo che dovrà impersonare il Mastrogiurato. Il designato, in Piazza, alla presenza di figuranti in costume d’epoca (notabili, mercanti, armigeri,…) presta giuramento e, successivamente, preceduto da trombettieri , sbandieratori ed armigeri si reca in Fiera per alzarvi, simbolicamente, le bandiere e dare inizio ad essa. La manifestazione vuole ricordare il glorioso periodo delle fiere, fonte di commercio e di ricchezza economica e culturale per la città e i paesi limitrofi. Feste di Settembre. Per tre giorni la città tutta è in festa con complessi bandistici, concerti, mostre e giostre. La Squilla. Il 23 dicembre si celebra una delle tradizioni più sentite nell’animo del popolo lancianese istituita nell’anno 1589 da Mons. Paolo Tasso, decimo Arcivescovo di Lanciano. La sera dell’antivigilia di Natale, Mons. Tasso si recava a piedi nella Chiesetta campestre dell’Iconicella per rinnovare il faticoso cammino di Giuseppe e Maria di Nazareth a Betlemme. Il pellegrinaggio aveva inizio al rintocco di una campanella, la Squilla, al cui suono si univano poi tutte le campane della città. Tuttora, ogni anno si rinnova il mesto pellegrinaggio che si conclude alle 18 in Piazza. Da qui tutti ritornano nelle case mentre il suono della Squilla diffonde il messaggio di pace, di riconciliazione e di perdono. Festival Nazionale Adriatica Cabaret. Il Festival nasce nel 2001 all’interno del Teatro Fenaroli, che è tutt’ora la sua dimora invernale. Il Festival si compone di due fasi di selezione: una invernale, nel periodo Gennaio-Aprile, ed una estiva, nel periodo Maggio-Luglio. Ogni serata ospita un personaggio del mondo dello spettacolo di fama e simpatia nazionale che si esibisce al cospetto di una platea precedentemente riscaldata dai concorrenti in gara.
Si ringrazia lo IAT di Lanciano per averci fornito le informazioni
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