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Comunicato stampa
La presentazione del libro: “Concetta: espressione d’Abruzzo” è in programma
sabato 10 aprile alle 15.00 all’Hotel Miramonti di Scanno (Aq), nell’ambito della XI edizione degli Incontri Pneumologici di Salvatore D’Antonio.
Saranno presenti gli autori (Bruno Colalongo, Giovanni Bucci, Claudio Marcozzi, Luca Revelli), il maestro Renzo Tortelli e il prof Guglielmo Ardito.
Concetta, l’Abruzzo e la fisiognomica.
Alla XI edizione degli Incontri Pneumologici di Scanno
presentazione di un libro fotografico sui caratteri della “gente di montagna”.
Quando vediamo una nuova faccia il nostro cervello decide in un decimo di secondo se una persona è affidabile o meno. Secondo un recente studio condotto all’Università di Princeton (New Jersey) il nostro cervello risponderebbe ai volti sconosciuti tanto rapidamente da non dare alla nostra mente razionale il tempo di influenzare le reazione. Decidiamo praticamente in un battito di ciglia se una persona possiede tratti di gradevolezza o competenza, senza aver scambiato con lei neppure una parola. La ricerca è il frutto di uno studio più ampio condotto per indagare gli esiti delle campagne elettorali. I ricercatori avevano infatti verificato che esisteva una correlazione diretta fra una faccia giudicata competente di un politico e il margine della sua vittoria alle elezioni.
Tutto questo ci riporta alla fisiognomica (il termine deriva dalle parole greche physis, natura e gnosis, conoscenza), disciplina pseudoscientifica che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. Fin dal XVI secolo questa disciplina ha goduto di una certa considerazione tanto da essere insegnata nelle università.
Nell’ambito della XI edizione degli Incontri Pneumologici di Scanno (Aq), organizzati dall’8 all’11 aprile da Salvatore D’Antonio, durante la presentazione del libro fotografico “Concetta: espressione d’Abruzzo” curato da Bruno Colalongo, Giovanni Bucci, Claudio Marcozzi e Luca Revelli, si torna a parlare – anche se con le dovute cautele e con un certo senso di ironia - di tratti somatici come stigmate di particolari gruppi di persone: la gente di montagna.
Nei film “storici” degli anni del fascismo, i nemici degli antichi Romani apparivano sempre rigorosamente rozzi, barbuti e antipatici; i legionari di Cesare immancabilmente belli, scultorei e rasati. Lo stesso avveniva nei film sulla conquista delle nostre Colonie: gli inglesi inconfondibilmente subdoli, ossuti ed arcigni, i nostri militi tutti bei fusti, abbronzati e rubacuori. “Come poter mai riconoscere i buoni dai cattivi?” si domanda Luciano Sterpellone, medico e prolifico scrittore, in uno dei capitoli del libro. “Era il trionfo della fisiognomia. Ma non si trattava di una novità. Nell’Atene del V secolo a.C. un certo Zòphiros si vantava di capire a prima vista pregi e difetti di chi gli stava davanti, e il secolo dopo il grande Aristotele affermava ‘essere possibile inferire il carattere dalle sembianze’. A ribadire il concetto, arriverà dopo quasi duemila anni Franz Gall con la sua frenologia a base di immaginifiche “salienze cerebrali” (ancora oggi diciamo di qualcuno che ‘ha il bernoccolo per....’); finché negli ultimi anni dell’Ottocento Cesare Lombroso sosterrà la teoria dell’Uomo (e della Donna) delinquente, le cui stigmate sarebbero riconoscibili anch’esse d’emblèe da alcuni segni fisici, espressioni o atteggiamenti. E tuttora – continua lo scrittore - i promo di film o telenovelas sono fulminei stereotipi di personaggi i cui soli volti preannunciano automaticamente come fotocopie i rispettivi ruoli: il medico, l’avvocato, la vamp, il colpevole, l’eroe...”
Stando così le cose, ed essendo stata la fisiognomia, la frenologia, ecc. abbondantemente smentite dalla Scienza (e dall’esperienza quotidiana), ci si sentirebbe in dovere di rinunciare all’istintivo pungente desiderio di “diagnosticare” in qualche modo i volti dei personaggi rappresentati nelle foto della vecchia Scanno. “Ma la vita è anche sogno e immaginazione, che non di rado ci aiutano a capire e ad afferrare la realtà”, conclude Sterpellone. “Perché quindi resistere alla tentazione? Mai.” Per fortuna non rimarremo delusi: nello ...sfogliare la “galleria” delle ormai storiche foto dei personaggi della vecchia Scanno, questa realtà la “vediamo” infatti erompere inequivocabile dai loro volti. Ed è proprio la protagonista - Concetta - a rinverdire un po’ le antiche teorie contestate dalla Scienza: l’espressione dei suoi occhi (che lei stessa definiva “i più belli del paese”), le immancabili sottilissime strie (testimoni fedeli di speranze, fatiche, lavoro, sofferenze, ma anche di gioie) che solcano la sua fronte, le labbra, le palpebre, non possono mentire. Come pagine aperte lasciano trasparire l’ “intimo” più profondo, la vera essenza dell’anima, le doti naturali dell’indimenticabile “carabiniera”: serietà, saggezza, determinazione, dolcezza, allegria. E (perché no), un fascino radioso, mai tramontato.
“La nostra Concetta è inconsapevole di finire nelle camere oscure, nei PC, nei photoshop di centinaia, di migliaia, di professionisti, di fotoamatori, di artisti dell’immagine o solo anche di fortunati o beceri fotografi della domenica”, commenta Luca Revelli, uno dei curatori del libro.”L’immagine di Concetta diventa un’icona. Un piccolo spaccato di una microstoria di montagna che la fa diventare ambasciatrice d’Abruzzo nei più remoti angoli del globo. Potenza delle immagini? Della diffusione dei libri? Della Grande Rete? No. E’ una magia a sé stante. Una magia che si accresce, si sviluppa si autoamplifica. Che si moltiplica sulle pellicole e sulle smart card delle fotocamere. E porta quell’ abruzzesità in tutto il mondo.”
E’ quella ruga, quella faccia, quell’espressione che parla di quella terra di montagna.
E’ quel vestito, quella gonna. Sono quei colori…
E tutto ciò è vero fino al punto che è sufficiente far vedere le mani di Concetta, ruvide e nodose; il manico del suo vecchio bastone; la sua gonna nera e stropicciata mentre si aggiusta il “sederone”… Per capire come era questa donna ma – andando oltre – ci fa conoscere le persone, la vita, i problemi e le speranze della “gente di montagna”.
La presentazione del libro: “Concetta: espressione d’Abruzzo” è in programma
sabato 10 aprile alle 15.00 all’Hotel Miramonti di Scanno (Aq), nell’ambito della XI edizione degli Incontri Pneumologici di Salvatore D’Antonio.
Saranno presenti gli autori (Bruno Colalongo, Giovanni Bucci, Claudio Marcozzi, Luca Revelli), il maestro Renzo Tortelli e il prof Guglielmo Ardito.
Concetta: espressione d’Abruzzo
a cura di
Giovanni Bucci, Bruno Colalongo, Claudio Marcozzi, Luca Revelli
per Aternum Fotoamatori Abruzzesi
con il patrocinio di:
- Comune di Scanno
- FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche)
Monografia fotografica
(immagini raccolte da 37 autori)
96 pagine a colori & bn
formato 23 x 22
Stampa e allestimento: Litografia Brandolini, Sambuceto (CH)
GSE Edizioni – Massimo Biondi, Grottaferrata (RM)
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