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Circolo virtuoso Il nome della Rosa
Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a
Info Line 338/9727534
Sabato 30 ORE 22,00
READING
“10 – Il calcio che fu”
A cura di:
Compagnia del Torello
e… quelli che tanto hanno
da ricordare sul calcio
“Il calcio di oggi è cambiato e a noi non piace più: lo seguiamo, ci appassioniamo ancora, ma dire che ci piace è una forzatura”.
E allora vogliamo parlare del calcio che abbiamo amato davvero, quello che abbiamo vissuto e respirato, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Quello immaginato e sognato, quello che eravamo liberi di costruire. Lo vogliamo raccontare alla nostra maniera a chi non c'era, a chi ha dimenticato e chi vuole riviverlo, a chi era troppo giovane, a chi non lo seguiva, perché era impegnato a fare altro.
Lo vogliamo raccontare, perché è così che ce lo ricordiamo: raccontato, vissuto e cantato.
“Vogliamo raccontarvi alcune storie. Di uomini, prima che calciatori. Che lavorano (o hanno lavorato) in braghe corte ed hanno offerto la materia prima e i nudi fatti, riportati da noi con scrupolo oggettivo e quindi commentati facendo i conti con ciò che nella letteratura specifica e nelle cronache è solitamente trascurato per motivi di decenza, pietas, apparente incongruità, ossequio dei potenti. Alle fondamenta di questa serata sta il desiderio arcaico di tradurre in parole e musica quanto la televisione o la memoria offrono per attimi saettanti e ancor più il fastidio per le derive gaglioffe e prepotentemente mercantili del calcio moderno.”
Quello che vogliamo è celebrare la bellezza e la poesia di un'epoca in cui il calcio non era solo qualcosa che si guardava, ma qualcosa che, soprattutto, si sentiva. Nelle orecchie e nel cuore.
Siamo convinti che il calcio sia una forma di cultura, che sia intimamente legato alla letteratura, al cinema, alla musica. Perché come il cinema, la letteratura e la musica, il calcio è poesia. È l'anima dell'uomo che parla al mondo, attraverso i piedi.
Il titolo per questa serata, quello che ha più senso, è ovviamente legato al più grande calciatore di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Il 30 ottobre El Pibe de Oro compirà 50 anni ed alcuni pazzi vogliono spegnere le candeline. Perché?
Perché uno come lui non nascerà più.
Perché averlo visto giocare, aver visto il suo sguardo, significa aver conosciuto la bellezza. La vera essenza di questo fenomeno sociale e culturale.
Il lavoro di preparazione per questo “READING APERTO” ha portato alcuni amici a scegliere per rigor di logica, di tempo e di fruibilità, varie storie che per musicalità, fortuna o caso vi sono rientrate. Speriamo di avere ancora del tempo, in futuro, di raccontarne altre.
Il 30 ottobre trovano spazio tra le altre cose:
Il sogno di Futbolandia di Jorge Valdano, l’incredibile cavalcata del Calais oltre che quella di Diego, Carlovich il giocatore più forte della storia del calcio, il collo su misura di Marco Van Basten, il rosario dei bidoni degli anni ottanta, l’ultras Umberto Saba contro le Tigri di Arkan, la democrazia corinthiana, i derby marchigiani di Emidio Clementi, partite in tempi di guerra, le strane coppie come Piero Ciampi-Vendrame e Pasolini-Papa Raitzger, Yashin e la forza di gravità, Osvaldo Soriano, Franco Scoglio e brani originali di scrittori in erba.
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