Cristina Zavalloni Idea @ Jazz 'n Fall 2010
Jazz ’n Fall - Auditorium Flaiano
Lungomare Cristoforo Colombo, Pescara
Giovedì 28 ottobre, ore 21
Cristina Zavalloni "Idea"
Cristina Zavalloni, voce
Stefano De Bonis, pianoforte
Antonio Borghini, basso
Cristiano Calcagnile, batteria
Giovedì 28 ottobre 2010, Jazz ’n Fall - organizzata nell'ambito della 45ª Stagione Concertistica 2010/2011 in abbonamento della Società del Teatro e della Musica - propone il concerto Idea, il nuovo progetto di Cristina Zavalloni.
Jazz ’n Fall si svolge all’Auditorium Flaiano di Pescara: la serata avrà inizio alle 21 e il biglietto di ingresso costa 15 euro.
Musicista dagli interessi onnivori, Cristina Zavalloni spazia dalla musica contemporanea al jazz al teatro musicale: con Idea affronta un repertorio dove i brani originali si confrontano con i classici di Charles Aznavour, un percorso guidato da una voce, flessibile e cangiante, mai esente dall'ironia, caleidoscopio per i colori e animato da una efficace presenza scenica. Una visione congegnata attraverso arrangiamenti mai banali, insieme a musicisti con i quali la Zavalloni ha ormai una collaborazione stabile nel tempo, comeStefano De Bonis al pianoforte, Antonio Borghini al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Jazz ’n Fall torna dopo un anno di pausa e sceglie musicisti di alto livello per guardare sia alle tradizioni che alle novità del jazz di oggi. Se da una parte, Dado Moroni e Barbara Dennerlein ripercorrono con personalità la storia e i protagonisti del novecento e il quintetto Etnodie guarda agli incontri tra il mondo etnico e l’improvvisazione, dall’altra parte Cristina Zavalloni e Vijay Iyer rappresentano due maniere di interpretare la modernità e la ricerca nel campo della musica creativa.
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Vijay Iyer Trio e Barbara Dennerlein @ Jazz 'n Fall 2010
Jazz ’n Fall - Auditorium Flaiano
Lungomare Cristoforo Colombo, Pescara
Venerdì 29 ottobre, ore 21
Barbara Dennerlein
Organo Hammond
Vijay Iyer Trio
Vijay Iyer, pianoforte
Stephan Crump, basso
Marcus Gilmore, batteria
Venerdì 29 ottobre 2010, chiusura internazionale per Jazz ’n Fall, organizzata nell'ambito della 45ª Stagione Concertistica 2010/2011 in abbonamento della Società del Teatro e della Musica: i due concerti in programma vedranno sul palco dell’Auditorium Flaiano Barbara Dennerlein e il trio di Vijay Iyer.
Jazz ’n Fall si svolge all’Auditorium Flaiano di Pescara: la serata avrà inizio alle 21 e il biglietto di ingresso costa 15 euro.
La tedesca Barbara Dennerlein è una delle rare donne organiste del jazz. Emersa alla metà degli Ottanta, si è rapidamente imposta nel jazz internazionale per il suo stile esuberante e spettacolare, fluido nel muoversi tra i diversi generi e sempre in grado di esprime la sua forte personalità . Nel concerto pescarese, sarà impegnata in “solo”: un'occasione per accostarsi al mondo dell’organo Hammond attraverso la maestria di una delle interpreti più ricercate del panorama internazionale.
Vijay Iyer è nato e cresciuto a New York. Autodidatta di talento, è laureato in fisica e matematica. Una logica stringente governa la sua musica: dalla militanza nei gruppi di Steve Coleman, alla collaborazione con il sassofonista Rudresh Mahanthappa, ha sviluppato uno stile sempre più influente per le giovani generazioni di improvvisatori. Per arrivare alle ultime pubblicazioni Solo e Historicity, con il suo trio, con cui si è guadagnato le lodi unanimi della critica jazz. A Jazz 'n Fall si esibirà in trio con Stephan Crump al contrabbasso, e Marcus Gilmore alla batteria. Personaggio di grande spessore, non solo per quanto riguarda la musica, Iyer è stato inserito tra le cinquanta personalità indiane più influenti al mondo ed è stato scelto dalla rivista scientifica Seed come una delle nove "Revolutionary Minds". I suoi interessi spaziano in ogni direzione, dalla psicologia alla matematica alle arti, e lo rendono in maniera naturale un personaggio fuori dagli schemi e da seguire con attenzione nei prossimi anni.
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Come ogni festival che si rispetti, anche Jazz n’ Fall offre punti di vista e esperienze diverse intorno alla musica. L'edizione 2010 si apre con il trio di uno dei più grandi pianisti italiani, il genovese Dado Moroni (1962). Bambino prodigio dagli interessi onnivori, che vanno dallo stride piano al jazz moderno, Moroni debutta come professionista a soli 14 anni, incide il suo primo disco a 17 e si impone rapidamente come uno dei pianisti più brillanti del mainstream italiano. Le collaborazioni con i grandi del jazz nazionale e internazionale si moltiplicano, tra cui tanti trombettisti, da Gillespie a Hubbard a Harrell a Marsalis. Pianista dal tocco robusto e dalla fantasia esuberante, strumentista virtuoso e improvvisatore logico dallo swing contagioso, Moroni è l'interprete ideale di un omaggio a Oscar Peterson, di cui è una sorta di ideale allievo, sebbene con una sua spiccata personalità . Il gruppo Etnodie è diretto dai napoletani Paolo Palopoli (1976) e Sergio Forlani (1956), rispettivamente chitarrista e pianista di un gruppo che, nel segno del jazz e sotto l’influenza di Pat Metheny, cerca di sintetizzare diverse musiche etniche, nell’ottica di un recupero di tradizioni popolari a volte a rischio di estinzione. Ancora più ampio l’universo espressivo di Cristina Zavalloni (1973), che spazia dalla musica contemporanea - di cui lei è interprete apprezzata e conosciuta nel mondo - al jazz al teatro musicale. Al tempo stesso compositrice e animale da palcoscenico, la Zavalloni possiede capacità interpretative rare che la portano ad affrontare con successo e disinvoltura Berio e Charles Aznavour, che è il cuore del suo nuovo progetto con il quartetto IDEA, in cui la Zavalloni propone nuovi arrangiamenti dei classici del grande cantante francese insieme a sue composizioni. La sua voce, flessibile e cangiante, mai esente dall’ironia, è un caleidoscopio di colori temperati da una efficace presenza scenica. Il tutto congegnato in complessi arrangiamenti per un affiatato trio di formidabili musicisti, capaci di comunicare un palpabile divertimento mentre sciorinano una musica vitale. La tedesca Barbara Dennerlein (1964), nativa di Monaco, è una delle rare donne organiste del jazz. Emersa alla metà degli Ottanta, si è rapidamente imposta nel jazz internazionale per il suo stile esuberante e spettacolare e si è anche cimentata con successo con l’organo a canne.Vijay Iyer (1971) è probabilmente il più importante giovane jazzista della scena internazionale. Figlio di immigrati indiani, attivo anche come saggista nel campo della psicologia e delle neuroscienze musicali, Iyer è cresciuto musicalmente a fianco di Steve Coleman e Roscoe Mitchell ed ha studiato a fondo la tradizione musicale indiana. Con il suo trio ha sviluppato un concetto innovativo, basato su una originale redistribuzione dei timbri e dei ruoli e su forme cicliche, che ha conquistato la critica e il pubblico per il suggestivo impatto emotivo. Musicista pluripremiato, egli è la punta di diamante di una nuova tendenza del jazz contemporaneo che promette significativi sviluppi per il futuro.
Stefano Zenni