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Lunedì 29 novembre 2010, per la settima edizione del Progetto “La Linea di Pace: Sabra e Shatila oltre l’ultimo cielo”, l’Associazione Deposito Dei Segni Onlus e la Rete di Solidarietà con la Palestina e Pace nel Mediterraneo di Pescara organizzano e promuovono - in occasione della “Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese" proclamata dall’Onu*, nel 1977, la manifestazione: “Palestina. Io Vivo Qui!”
Per l’ occasione sarà ospite a Pescara Alfredo Tradardi dell’International Solidarity Movement che, con la delegazione italiana del Convoglio di “Viva Palestina”, il 21 ottobre c.a. ha portato a Gaza circa 370 attivisti pacifisti di 30 paesi diversi, giunti con 150 veicoli carichi di aiuti umanitari di primissima necessita. La delegazione italiana, in particolare, ha portato aiuti destinati alla scuola e alla sanità , un’ ambulanza e un’auto medica. Tradardi racconterà di come una società civile ormai allo stremo della sopravvivenza resiste all’embargo e all’occupazione militare e di come le forze religiose, sindacali e del lavoro riescono nonostante tutto ad attuare una quotidiana resistenza non violenta per non soccombere a condizioni di vita proibitive. Saranno le immagini del film-documentario “To Shoot an Elephant” del regista Alberto Arce, - che a seguito delle autoambulanze della Mezza Luna Rossa mostrano in tempo reale l’attacco israeliano a Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009, - ad introdurre l’incontro previsto con gli studenti presso il Cinema S.Andrea di Pescara. Alfredo Tradardi presenterà , inoltre, il libro “Boicottare Isreaele: una pratica non violenta”, di cui è coautore insieme con la Prof.ssa Diana Carminati, per sostenere la campagna unitaria mondiale per la promozione della salvaguardia dei diritti universali della popolazione palestinese. Il programma prevede: - Cinema Teatro S. Andrea - Via del Concilio - Pescara ore 9,00: saluto di benvenuto ore 9,30: proiezione del film-documentario “ To Shoot an Elephant” di A. Arce e M. Rujeilah, ore 10,30: “Boicottare Israele: una pratica non violenta” interviene il coautore Alfredo Tradardi ore 11,30: dibattito attività rivolte agli studenti delle scuole superiori e dell’università : - Sala “Luciano Lama” della Cgil - Via B. Croce - Pescara ore 16,00: “La Pratica non violenta in Palestina e il mondo del lavoro” incontro con Alfredo Tradardi di ritorno da Gaza “Oltre alla Rete di Solidarietà per la Palestina e Pace nel Mediterraneo” ha contribuito alla realizzazione di questa giornata Movimentazioni. Il progetto “La Linea di Pace” è sostenuto dal Comune di Spoltore, con il Patrocinio di: Province di Pescara e Teramo; Presidenza della Giunta Regionale; Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo; Facoltà di Scienze Sociali e Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; Aiccre Abruzzo; CGIL Regionale e Camere del Lavoro Territoriale di Pescara e Teramo *Approfondimenti: - Il 29 novembre è la “Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese" istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione 32/40b), nel 1977, in ricordo della partizione della Palestina (avvenuta sempre con una risoluzione Onu la n. 181 del 29/11/194), che stabiliva la nascita di due Stati autonomi e indipendenti: Israele e Palestina. Da allora il popolo palestinese sta ancora aspettando la nascita del proprio Stato. - Sinossi: “To shoot an elephant” Le immagini del film sono una delle poche testimonianze visive di quanto successo a Gaza nel dicembre 2008 e gennaio 2009, durante l’offensiva di Israele sulla Striscia di Gaza, denominata “Operazione Piombo fuso”, dove hanno perso la vita migliaia di civili palestinesi nel silenzio quasi completo dei media. A quel tempo, soltanto il corrispondente di Al Jazeera trasmetteva, via TV e social network, immagini completamente ignote al resto del mondo, ignaro, indifferente o semplicemente “impedito” da Israele a mandare giornalisti sul posto per documentare quando accadeva. Alberto Arce, spagnolo, era lì a Gaza e le immagini di “To shoot an elephant” sono la sua testimonianza della guerra documentata a bordo delle ambulanze della Croce Rossa internazionale, in modo da poter riprendere da vicino e senza filtro ciò che succedeva per davvero in quella zona, su chi sparavano i soldati israeliani, dove erano sganciati i missili e chi, davvero, è stato a rimetterci in questo conflitto. Per girare questo documentario è stata utilizzata una telecamera e una buona dose di coraggio, con la volontà di scoprire la verità , di non rimanere impotenti davanti a certe ingiustizie e poter fare l’unica cosa che erano in grado di fare: raccontare la storia. Il film ha vinto il Premio alla miglior regia e al cineasta più innovativo al Festival dei Popoli di Firenze 2009. - “Boicottare Israele: una pratica non violenta”di Diana Carminati e Alfredo Tradardi, Derive Approdi editore, 2010; - Diana Carminati, già docente di Storia contemporanea all’Università di Torino, si occupa dal 2002 del problema palestinese. Ha lavorato in progetti con il comune di Gaza ed è stata osservatrice internazionale durante le elezioni palestinesi del gennaio 2006. - Alfredo Tradardi, ingegnere, ha lavorato alla Olivetti dal 1960 al 1991, è stato assessore alla cultura del Comune di Ivrea, è uno dei coordinatori in Italia di ISM (International Solidarity Movement) che fin dall’inizio ha promosso l’appello al boicottaggio palestinese BDS. - Dall’ultima di copertina “Negli ultimi anni lo Stato d’Israele ha accentuato una politica di segregazione e repressione nei confronti dei palestinesi che in molti hanno definito peggiore dell’apartheid sudafricana. Cosa fare di fronte a una situazione politica che rende la reclusione di un’intera popolazione una condizione durevole? Il 9 luglio 2005, a un anno dal parere della Corte Internazionale di Giustizia che invitava Israele a smantellare il «muro dell’apartheid», oltre 170 organizzazioni della società civile palestinese, in rappresentanza sia dei profughi e dei palestinesi che vivono in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, sia dei cosiddetti «arabi israeliani», hanno rivolto alla coscienza civile del mondo democratico un appello a fare contro Israele quello che fu fatto contro l’apartheid in Sudafrica: boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni. Proposta già sostenuta da alcuni intellettuali israeliani, come Ilan Pappé e Tanya Reinhart, e da diversi opinionisti occidentali, come Naomi Klein. |
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Lunedì 29 novembre 2010, per la settima edizione del Progetto “La Linea di Pace: Sabra e Shatila oltre l’ultimo cielo”, l’Associazione Deposito Dei Segni Onlus e la Rete di Solidarietà con la Palestina e Pace nel Mediterraneo di Pescara organizzano e promuovono - in occasione della “Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese" proclamata dall’Onu*, nel 1977, la manifestazione: “Palestina. Io Vivo Qui!”
Per l...’ occasione sarà ospite a Pescara Alfredo Tradardi dell’International Solidarity Movement che, con la delegazione italiana del Convoglio di “Viva Palestina”, il 21 ottobre c.a. ha portato a Gaza circa 370 attivisti pacifisti di 30 paesi diversi, giunti con 150 veicoli carichi di aiuti umanitari di primissima necessita. La delegazione italiana, in particolare, ha portato aiuti destinati alla scuola e alla sanità , un’ ambulanza e un’auto medica. Tradardi racconterà di come una società civile ormai allo stremo della sopravvivenza resiste all’embargo e all’occupazione militare e di come le forze religiose, sindacali e del lavoro riescono nonostante tutto ad attuare una quotidiana resistenza non violenta per non soccombere a condizioni di vita proibitive. Saranno le immagini del film-documentario “To Shoot an Elephant” del regista Alberto Arce, - che a seguito delle autoambulanze della Mezza Luna Rossa mostrano in tempo reale l’attacco israeliano a Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009, - ad introdurre l’incontro previsto con gli studenti presso il Cinema S.Andrea di Pescara. Alfredo Tradardi presenterà , inoltre, il libro “Boicottare Isreaele: una pratica non violenta”, di cui è coautore insieme con la Prof.ssa Diana Carminati, per sostenere la campagna unitaria mondiale per la promozione della salvaguardia dei diritti universali della popolazione palestinese. Il programma prevede: - Cinema Teatro S. Andrea - Via del Concilio - Pescara ore 9,00: saluto di benvenuto ore 9,30: proiezione del film-documentario “ To Shoot an Elephant” di A. Arce e M. Rujeilah, ore 10,30: “Boicottare Israele: una pratica non violenta” interviene il coautore Alfredo Tradardi ore 11,30: dibattito attività rivolte agli studenti delle scuole superiori e dell’università : - Sala “Luciano Lama” della Cgil - Via B. Croce - Pescara ore 16,00: “La Pratica non violenta in Palestina e il mondo del lavoro” incontro con Alfredo Tradardi di ritorno da Gaza “Oltre alla Rete di Solidarietà per la Palestina e Pace nel Mediterraneo” ha contribuito alla realizzazione di questa giornata Movimentazioni. Il progetto “La Linea di Pace” è sostenuto dal Comune di Spoltore, con il Patrocinio di: Province di Pescara e Teramo; Presidenza della Giunta Regionale; Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo; Facoltà di Scienze Sociali e Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; Aiccre Abruzzo; CGIL Regionale e Camere del Lavoro Territoriale di Pescara e Teramo *Approfondimenti: - Il 29 novembre è la “Giornata di solidarietà internazionale con il popolo palestinese" istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione 32/40b), nel 1977, in ricordo della partizione della Palestina (avvenuta sempre con una risoluzione Onu la n. 181 del 29/11/194), che stabiliva la nascita di due Stati autonomi e indipendenti: Israele e Palestina. Da allora il popolo palestinese sta ancora aspettando la nascita del proprio Stato. - Sinossi: “To shoot an elephant” Le immagini del film sono una delle poche testimonianze visive di quanto successo a Gaza nel dicembre 2008 e gennaio 2009, durante l’offensiva di Israele sulla Striscia di Gaza, denominata “Operazione Piombo fuso”, dove hanno perso la vita migliaia di civili palestinesi nel silenzio quasi completo dei media. A quel tempo, soltanto il corrispondente di Al Jazeera trasmetteva, via TV e social network, immagini completamente ignote al resto del mondo, ignaro, indifferente o semplicemente “impedito” da Israele a mandare giornalisti sul posto per documentare quando accadeva. Alberto Arce, spagnolo, era lì a Gaza e le immagini di “To shoot an elephant” sono la sua testimonianza della guerra documentata a bordo delle ambulanze della Croce Rossa internazionale, in modo da poter riprendere da vicino e senza filtro ciò che succedeva per davvero in quella zona, su chi sparavano i soldati israeliani, dove erano sganciati i missili e chi, davvero, è stato a rimetterci in questo conflitto. Per girare questo documentario è stata utilizzata una telecamera e una buona dose di coraggio, con la volontà di scoprire la verità , di non rimanere impotenti davanti a certe ingiustizie e poter fare l’unica cosa che erano in grado di fare: raccontare la storia. Il film ha vinto il Premio alla miglior regia e al cineasta più innovativo al Festival dei Popoli di Firenze 2009. - “Boicottare Israele: una pratica non violenta”di Diana Carminati e Alfredo Tradardi, Derive Approdi editore, 2010; - Diana Carminati, già docente di Storia contemporanea all’Università di Torino, si occupa dal 2002 del problema palestinese. Ha lavorato in progetti con il comune di Gaza ed è stata osservatrice internazionale durante le elezioni palestinesi del gennaio 2006. - Alfredo Tradardi, ingegnere, ha lavorato alla Olivetti dal 1960 al 1991, è stato assessore alla cultura del Comune di Ivrea, è uno dei coordinatori in Italia di ISM (International Solidarity Movement) che fin dall’inizio ha promosso l’appello al boicottaggio palestinese BDS. - Dall’ultima di copertina “Negli ultimi anni lo Stato d’Israele ha accentuato una politica di segregazione e repressione nei confronti dei palestinesi che in molti hanno definito peggiore dell’apartheid sudafricana. Cosa fare di fronte a una situazione politica che rende la reclusione di un’intera popolazione una condizione durevole? Il 9 luglio 2005, a un anno dal parere della Corte Internazionale di Giustizia che invitava Israele a smantellare il «muro dell’apartheid», oltre 170 organizzazioni della società civile palestinese, in rappresentanza sia dei profughi e dei palestinesi che vivono in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, sia dei cosiddetti «arabi israeliani», hanno rivolto alla coscienza civile del mondo democratico un appello a fare contro Israele quello che fu fatto contro l’apartheid in Sudafrica: boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni. Proposta già sostenuta da alcuni intellettuali israeliani, come Ilan Pappé e Tanya Reinhart, e da diversi opinionisti occidentali, come Naomi Klein.Mostra tutto |
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