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PROCESSIONE
DEL VENERDI SANTO
Chieti, 22 aprile 2011
Toccante e suggestiva rievocazione della Passione di Cristo, che si ripete da oltre cinque secoli, a cui partecipa una enorme folla di cittadini e fedeli provenienti da tutta la regione. La solenne processione, con statue di grande pregio artistico, si snoda nelle ore serali del Venerdì Santo tra le principali strade del centro storico. Ad essa partecipano tutte le confraternite cittadine che portano i simboli della passione, decine di cantori e musicisti che accompagnano con le struggenti note del miserere il lento incedere del corteo. La processione inizia alle ore 19,00 dalla Cattedrale San Giustino.
Percorso della Processione
Cresce l’attesa per la processione del Venerdì Santo a Chieti che si svolgerà il 22 aprile alle ore 19.
I simboli della processione, realizzati dall'artista Raffaele del Ponte, con il Cristo Morto e la statua della Madonna, saranno ammirati come di consueto.
Il miserere commuoverà , ma farà gioire i partecipanti.
Ma chi è Raffaele del Ponte.
Raffaele Del Ponte Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raffaele Del Ponte nasce a Chieti, il 7 maggio 1813 e Muore il 26 marzo 1872.
E’ stato un pittore, scenografo e illustratore italiano.
Del Ponte studiò disegno e pittura all'Istituto di Belle Arti di Napoli dove fu allievo del grande maestro napoletano Antonio Nicolini, scenografo al Teatro San Carlo di Napoli.
La sua vena artistica si espresse in vari settori:
decorò chiese e palazzi; dipinse quadri d’altare e nature morte; realizzò scenografie e bozzetti scenografici; incise illustrazioni per libri e riviste.
Nella volta della Chiesa di Santa Chiara a Chieti la Raffigurazione dell'Assunta lo ha realizzato lui.
Nel 1855 la Congregazione “Il Monte dei Morti "ordinò a Del Ponte SETTE Trofei della Passione per arricchire la Processione del Venerdì Santo di Chieti.
I gruppi furono eseguiti sotto la sua stessa direzione con l'aiuto degli artigiani Luigi e Paolo Anzellotti, IL PITTORE Paolo Aloè e l’arredatore Adamo Tracanna.
Ogni simbolo poggia su un elegante piedistallo dorato.
Al loro montaggio oggi provvedono alcuni fratelli aggregati.
Tutti i simboli vengono custoditi in un locale dell’arciconfraternita detto” grotta”.
Essi sono:
L'Angelo Alato- Le Lance- La Colonna con gallo- Il Sasso- La Scala- La Croce- Il Volto santo.
Il Cristo Morto e l’ Addolorata facevano parte della vecchia processione.
Questi simboli sono portati a spalla durante la Processione e rappresentano ancora oggi i punti più cruciali della sacra rappresentazione.
Qualche notizia sulla processione:
La processione del Venerdì santo (o del Cristo morto) a Chieti è la processione più antica d'Italia.
La sua origine, infatti, risale all' 840 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima Cattedrale (attualmente la vecchia Cattedrale costituisce la cripta della nuova), che era stata distrutta nell'801 da re Pipino.
Con la ricostruzione della Cattedrale nacque la Processione del Venerdì santo.
La sua conformazione attuale risale però solo al XVI secolo, quando nacque la Confraternita che ancora oggi ne cura l'allestimento e la preparazione, ovvero L'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.
Seppur l'attuale conformazione risalga al '500, fu solo agli inizi del '600 che cominciarono a prendervi parte tutte le confraternite teatine.
All'’inizio la Processione non aveva tutte le statue che ha oggi, ma solo uno stendaro nero, una Morte lignea,ed il catafalco con il Cristo morto.
Tra il '700 e '800 avvennero importanti modifiche:
entrò il coro (all'inizio del XVIII sec.), fu eliminata la Morte, furono introdotti (nel 1855) i "simboli della Passione" realizzati dall'’artista Raffaele del Ponte e nel 1833 comparve l'Addolorata.
Nel 1850 circa avvenne l'ultima importante modifica:
la processione fu spostata dal mattino alla sera.
Una delle tradizioni della processione di Chieti è che questa si è sempre svolta, anche in condizioni atmosferiche pessime.
In particolare, la Processione ebbe luogo anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944, nonostante fosse stato emanato il divieto di effettuare il sacro corteo, la Processione si svolse ugualmente e perciò i militari tedeschi entrarono in Cattedrale per riunire gli uomini che vi avevano preso parte.
Ma fortunatamente non ci riuscirono perché i confratelli fuggirono dalle varie uscite della Cattedrale.
Sono convinto che questo illustre nostro concittadino deve essere ricordato ed avere più risonanza.
Ho fatto delle ricerche per avere più notizie dalle poche e scarne che ho trovato, ma ho avuto difficoltà .
All'’archivio storico ho letto l’atto di morte avvenuto alle ore 13 del 26 marzo 1872.
Abitava a Strada Santa Maddalena ed era figlio di Grippino e Cristina Cipollone, caffettieri.
Allora ho pensato di andare al cimitero e vedere la sua tomba.
E’ archiviato con il numero 142.
Mi reco sul viale, vicino all'’ingresso principale, e mi appare un bellissimo obelisco a base quadrata con raffigurazioni ad ogni lato di due torce incrociate, ma capovolte, legate al centro da una corona di alloro .
Ai lati dell’impugnatura delle fiaccole sembrano due serpenti le cui teste si toccano quasi al centro dell’incrocio delle fiaccole.
Ma questo monumento è così ridotto male che si fa fatica ad interpretare.
Su questo basamento svetta una colonna trapezoidale alla cui sommità c’è una stella marina appoggiata su un ventaglio.
Però non ci sono riferimenti sul nome,cognome,nascita,morte.
Quindi qualcuno avrà commissionato e fatto realizzare questo bellissimo monumento.
Ma non ho trovato traccia…
Invece dei fiori, edere e piante rampicanti.
Quello che mi dispiace è che non è stato mai dedicato neanche un vicolo a questo artista.
Durante la processione ammiriamo le sue opere, ma il suo nome non viene mai nominato e neanche un fiore sulla sua tomba.
Chi deve intervenire per la manutenzione del monumento al cimitero?
I parenti, che visto lo stato di incuria ,probabilmente o se ne fregano o non esistono più?
Il comune,? La soprintendenza ?
Ma anche i cittadini e l’arciconfraternita dovrebbero dare più considerazione a questo artista.
Concludendo, questo anno La Processione del Venerdì Santo di Chieti potrebbe diventare patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.
La richiesta è stata comunicata e saranno sistemate alcune telecamere sul percorso della processione.
Ci saranno telecamere anche della BBC la più grande e autorevole società radiotelevisiva del Regno Unito.
Speriamo di avere questo riconoscimento che sarà una testimonianza anche per Raffaele del Ponte.
Luciano Pellegrini
Eventi caratteristici della città di Chieti:
Processione del Venerdì Santo. Si svolge ogni anno nel Venerdì Santo. Risale all'842 collocandosi così come la più antica d'Italia. Grande solennità rituale ed intenso fervore spirituale. La Settimana Mozartiana. E' una manifestazione che si svolge nel mese di luglio e intende celebrare il genio del celeberrimo compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart. Chieti si trasforma in piccola Salisburgo e ospita per una settimana concerti sinfonici e da camera, spettacoli di danza e teatro, mostre, fontane luminose, film all'aperto, personaggi in costumi d'epoca, fuochi d'artificio, mostre e punti gastronomici dedicati alla cucina austriaca, il tutto dislocato nelle piazze e nei vari angoli del centro storico allestiti per l'occasione. Chietinstrada Buskers festival. Il fascino degli artisti di strada. Maggio Teatino. Ogni anno, nel mese di maggio, la città offre, in occasione della festa patronale di San Giustino, un foltissimo calendario di eventi e manifestazioni che coinvolgono piazze, rioni, quartieri, vie e strade dell'intero centro storico. Ricostruzioni storico-medievali, la sfilata degli sbandieratori, la Giostra del Saracino e la processione del Santo Patrono. Festa dei Popoli. Grande festa nel mese di maggio con tutte le realtà che si occupano di immigrazione ed integrazione a Chieti e provincia.
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