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Evento 

NELLA PIETRA
Titolo:
NELLA PIETRA
Quando:
11.05.2011 - 15.05.2011 
Dove:
- Altre città d'Italia - Eventi dal resto d'Italia
Categoria:
Teatro

Descrizione

 

NELLA PIETRA

dal racconto di Christa Wolf

uno spettacolo di Enrico Frattaroli

produzione Florian Teatro Stabile d’Innovazione

con Anna Paola Vellaccio

 

 Roma, Teatro India

dall'11 al 15 maggio 2011

(da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 18)

 

     “Nella Pietra”, raffinato spettacolo del Florian Teatro Stabile d’Innovazione tratto dal racconto della scrittrice tedesca Christa Wolf, progetto e regia di Enrico Frattaroli, protagonista Anna Paola Vellaccio, verrà presentato a Roma, al Teatro India, dall'11 al 15 maggio 2011 (da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 18). In scena, accanto ad Paola Vellaccio, Mariateresa Pascale, Ivan Marcantoni e Valentina Rosaroni.

     Lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti nell’ambito del Premio 12 Donne, ed è stato replicato nella stagione "Nuove Scritture” al Teatro Marrucino di Chieti; adesso arriva a Roma dopo una fortunata tourné siciliana, lo scorso aprile, al Teatro Bellini di Palermo, dove ha riscosso un grande consenso da parte di pubblico e di critica.

E’ stato indicato dal Corriere della Sera come miglior spettacolo italiano dell’anno 2010.

 

      E’ la prima versione teatrale in assoluto del racconto di Christa Wolf scritto nel 1996 e apparso in Italia nel 2009, nella raccolta Con uno sguardo diverso (ed. e/o). “Nella pietra” è il resoconto monologico dell’autrice che ripercorre, letterariamente, la sua operazione di protesi all’anca effettuata in anestesia epidurale. L’essere «confissa nella pietra» è la metafora stessa della sua esperienza: «Il punto nella mia testa che sa che mi stanno aprendo la carne è sveglio. Il punto nella mia testa che dovrebbe avvertire il dolore è congelato nella pietra».

    Siamo in una sala operatoria davanti all’équipe chirurgica: chirurgo, anestesista, infermiera; un velatino nero, esteso quanto il piano frontale della scena, divide in due metà lo spazio scenico attraversando il corpo della donna nel punto esatto della vita come una membrana, un filtro, un diaframma; sul velo-schermo, un flusso continuo di immagini. 

Alla fine del testo, l’operazione chirurgica e l’operazione teatrale si concludono insieme: l’anestesia, la finzione, il raggiro dei sensi termina, la donna viene sciolta dal tavolo operatorio, il velatino scompare, si torna alla realtà, alle gambe, al mestiere,agli applausi…

      Così scrive a proposito dello spettacolo Franco Cordelli sulle pagine del Corriere della Sera:  “…con Nella Pietra, tratto da un racconto del 1996 di Christa Wolf, Frattaroli raggiunge un livello di perfezione, cioè di armonia tra gli elementi scenici, parole-recitazione, immagine, suono-rumoristica, che fanno di lui qualcosa di più di un regista. Egli è un artista nel modo in cui lo sono artisti concettuali come Kounellis o Zorio…

…Ventiquattro volte ricorre nel testo ( monologo in forma di racconto, ritmato in modo uniforme eppure percussivamente emotivo da Anna Paola Vellaccio, che sempre a testa in giù misura le pause, mentre, con sapiente rallentamento, muove le braccia, quasi nuotando o affogasse; o quasi fosse l’insetto che all’inizio le appare ), ventiquattro volte ricorre la pietra in ogni sua accezione storico-semantica  (Franco Cordelli, Medusa recita a testa in giu,  Corriere della Sera - 14 marzo 2010)

      E così Agata Motta dopo la prima al Teatro Bellini di Palermo:”Palermo- Basterebbe solo considerare la posizione in cui l’attrice, Anna Paola Vellaccio, è costretta a recitare per 80 minuti circa – distesa e quasi immobile sul tavolo chirurgico con la testa lievemente reclinata indietro - per certificare la sua bravura. Ma questo escluderebbe, a torto, quell’insieme di suggerimenti visivi e sonori che fanno dello spettacolo “Nella pietra”, tratto da un racconto di Christa Wolf, un prodotto di grande qualità e di rara efficacia.

Il progetto scenico e la regia di Enrico Frattaroli creano un’atmosfera in cui la realtà dell’occasione narrativa – l’intervento di protesi all’anca subito dall’autrice in anestesia epidurale – presente sin nei minimi dettagli della strumentazione operatoria e dei movimenti dell’equipe (Maria Teresa Pascale, Valentina Rosaroni, Ivan Marcantoni, rarefatti e leggeri come la sostanza dei sogni) si porge allo spettatore attraverso il filtro della coscienza vigile e del corpo pietrificato dalla vita in giù della donna, sino a risucchiare nel  vortice di pensieri, ricordi infantili, sensazioni, che, se escludiamo il sostrato letterario e colto dell’autrice possono appartenere a chiunque abbia vissuto la stessa esperienza…”.(Agata Motta, in L'Invasione del pianeta-corpo, Inscenaonline.org, 5 aprile 2011)

 

Ufficio Stampa

FLORIAN Teatro Stabile d’Innovazione  di Pescara

Livia Tammaro 3387733854

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