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FLORIAN
Teatro Stabile d'Innovazione
Via Velle Roveto 39
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LUGLIO – AGOSTO 2011
Arena Bambinopoli
ALBA ADRIATICA
Festival Teatro Ragazzi
XX Edizione
C’era una volta ....
e ci sarà di nuovo questa estate, un grande palcoscenico, al centro
di un parco sulla riva del mare, dove danzeranno sulla scena
Cenerentola e le Tre Melarance mentre fate e streghe; gnomi e folletti
affolleranno i boschi dell’immaginazione; giullari e saltimbanchi si
inchineranno tintinnando alla corte di re e regine; mimi e cantastorie
voleranno verso la seconda stella a sinistra strimpellando strane
canzonette, proprio mentre Cappuccetto Rosso e Hansel e Gretel si
smarriranno tra la marionette che sbatacchiando mani e testa sul bordo
del teatrino . E attoniti i bambini sgraneranno gli occhi e rideranno,
mentre gli adulti di nascosto sogneranno all’alzarsi del sipario della
XX edizione del Festival Teatro per Ragazzi di Alba Adriatica.
Il Festival è una realtà ormai felicemente consolidata che per un
altro anno sta per intraprendere un nuovo viaggio: un viaggio che
cercherà di continuare a costruire un ambiente rigenerativo, per
consentire agli artisti e al pubblico di interrogarsi su cosa va
cercando e trovando in un luogo ben preciso; un luogo in grado di
stimolare relazioni, di moltiplicare le occasioni di incontro per
praticare una occasione di scambi e di curiosità in una complessa e
delicata articolazione di attività e di spettacoli di qualità .
ALBA FESTIVAL RAGAZZI ha avuto negli anni una sempre più vasta eco
non solo per l'Abruzzo, ma anche in ambito nazionale, confermando
quindi che non si tratta di un fenomeno locale, ma di un'esperienza
complessa e in forte rapporto con ciò che avviene anche molto
lontano.
ALBA FESTIVAL RAGAZZI è un festival che nasce per: rispondere alla
necessità di darsi occasioni importanti di incontro e confronto
intrecciando i patrimoni e le idee di diversi ambiti della ricerca
teatrale per l'infanzia e la gioventù; confrontare le esperienze
artistiche oltre i confini dei generi; creare uno spazio di azione e di
crescita della cultura teatrale in un territorio storicamente non molto
ricco di operatori, teatri, gruppi, strutture e di un pubblico
interessato; proporre all'Abruzzo un'iniziativa estiva che si colloca
ai vertici dei vari festival nazionali; creare rapporti culturali,
organizzativi e produttivi tra i diversi soggetti teatrali che operano
nel nostro territorio; fornire alle nuove generazioni uno strumento di
conoscenza e di scambio culturale efficace e qualificato.
Con un programma ricco di spettacoli, un programma che, come spesso è
accaduto nella nostra storia, si rinnova nel confronto tra idee
diverse, per cercare i segni di un teatro generazionale nelle mutazioni
dei ragazzi d'oggi, nei conflitti giovanili e nelle storie dei bambini.
Un Festival che cerca uno sfondo comune tra esperienze, saperi e
artisti tra loro distanti, grammatiche e linguaggi differenti,
pubblici, generi, sensibilità e culture.
ALBA FESTIVAL RAGAZZI
luglio – agosto 2011
Arena Bambinopoli
ALBA ADRIATICA
Festival Teatro Ragazzi
XX Edizione
programma
VENERDÌ 15 LUGLIO
Ore 21.30
festa di apertura
FLORIAN TSI
“IO SONO TU SEI”
Con Lisa De Leonardis e Irida Mero
Ideazione e regia di Mario Fracassi
VENERDÌ 15 LUGLIO
Ore 22.30
FLORIAN TSI
“Ricciolidoro”
Di e con Flavia Valoppi
Canzoni e musiche eseguite dal vivo da Irida Mero
Consulenza e regia Anna M. Talone
GIOVEDÌ 21LUGLIO
Ore 21.30
TEATRO DEL CANGURO di Ancona
“ANCORA UN CAPPUCCETTO ROSSO!”
GIOVEDÌ 28 LUGLIO
Ore 21.30
Compagnia I GUARDIANI DELL’OCA
“I TRE PORCELLINI”
Interpreti Tiziano Feola e Zenone Benedetto
Regia di Zenone Benedetto
GIOVEDÌ 04 AGOSTO
Ore 21.30
TEATRO VIVO di Cotignola
“IL SOGNO DI PINOCCHIO”
Adattamento e regia di Luca Cairati Con: Riccardo Bartoletti,
Virginie Dano, Aroa Ferrer, Leonardo Garcia Gonçalves, Giorgia Goldoni,
Esther Grigoli, Janko Polak, Emilie Veissière
GIOVEDÌ 11 AGOSTO
Ore 21.30
TEATROLINGUAGGI di Jesi
“NESSUN DORMA, LA STORIA DELLA PRINCIPESSA TURANDOT”
di e con Fabrizio Bartolucci e Sandro Fabiani
regia Fabrizio Bartolucci
GIOVEDÌ 18 AGOSTO
Ore 21.30
EVENTI CULTURALI/TEATRI COMUNICANTI di Porto Sant’Elpidio
“ATTENTI AL LUPO”
testo: Marco Renzi
con: Oberdan Cesanelli, Stefano Leva, Federico Mancini
regia: Giacomo Zito
GIOVEDÌ 25 AGOSTO
Ore 21.30
TEATRO DEL DRAGO di Ravenna
“IL MARE BLU”
Un progetto di teatro dedicato all'acqua salata.
SCHEDE SPETTACOLI:
VENERDÌ 15 LUGLIO
Ore 21.30
festa di apertura
FLORIAN TSI
“IO SONO TU SEI”
Con Lisa De Leonardis e Irida Mero
Ideazione e regia di Mario Fracassi
“L’infanzia è l’inizio della biografia di ciascuno, i bambini
possono diventare biografi l’uno dell’altro, non solo per farsi nuovi
amici , ma soprattutto per scoprire quel filo sottile che lega tutti
quanti, al di là del paese di provenienza e della lingua.”(G.
Quarenghi)
Lo spettacolo racconta la storia di due bambine, Beatrice e Liranda.
Le bambine si incontrano a casa di Beatrice per scrivere ognuna la
biografia dell’altra, così che entrambe, oltre ad essere autrici della
biografia dell’altra, saranno le protagoniste della propria. Beatrice
ha dodici anni e frequenta la prima media, Liranda, di origine
albanese, ha tredici anni, è arrivata in Italia solo da poco, ed è
stata inserita in quarta elementare in attesa di imparare bene la
lingua. Le due bambine, raccontandosi scoprono che le loro vite “… com’
erano diverse nella loro uguaglianza, e com’erano uguali, nella loro
diversità .”
“Io sono tu sei…“ segue il racconto di Giusi Quarenghi, apprezzata
autrice di letteratura per l’infanzia, ed è stato tessuto con le
improvvisazioni delle due attrici, che proprio come i due personaggi
della storia, sono una italiana l’altra albanese; si sono narrate e
raccontate, sul filo dei ricordi, e hanno legato questo materiale con
quello scaturito dai laboratori teatrali condotti con i bambini nelle
scuole.
“Ero interessata alle aperture che il mio testo poteva aver
sollecitato e accolto più che a una messa in scena cosiddetta fedele.
Mi sono venute incontro le interpretazioni di Irida e Lisa, che si sono
narrate e interpretate, riprendendo per mano la propria infanzia. E le
variazioni e le riscritture scaturite dai laboratori condotti con i
bambini. IO SONO TU SEI ha davvero coniugato il verbo essere. Grazie a
voi.” (Giusi Quarenghi)
VENERDÌ 15 LUGLIO
Ore 22.30
FLORIAN TSI
“Ricciolidoro”
“Ovvero il mondo è diviso in PICCOLO E GRANDE e tu sei sempre “fuori
misura”
Liberamente ispirato a Riccidoro” dei F.lli Grimm
Di e con Flavia Valoppi
Canzoni e musiche eseguite dal vivo da Irida Mero
Consulenza e regia Anna M. Talone
E’ uno spettacolo che ci offre l’opportunità di lavorare sul concetto
di GRANDE-PICCOLO e di riflettere sulle occasioni che ci sono capitate
dove il disagio di sentirci “fuori misura” era così pungente da non
poterlo sopportare. La nostra eroina ha a che fare con sedie troppo
piccole e letti troppo morbidi e non trova la sua dimensione, la sua
identità . La famiglia degli orsi pare così inospitale, nei suoi
confronti, fin tanto da cacciarla, e di Ricciolidoro persa nel bosco
non ne conosciamo la fine. Ricciolidoro, presenta alcune anomalie
rispetto alle altre favole classiche, come appunto il finale che non
presenta un lieto fine, ma ha la forza di quelle che si sono imposte al
pubblico dei piccoli per il messaggio insito nel percorso che la
bambina intraprende per trovare il suo posto, quello giusto nella
vita.
Note di regia: Riccidoro, la fiaba, riesce con semplicità ma
straordinaria efficacia, a portarci dentro il mondo dei bambini,
attraverso il fantastico viaggio tra gli oggetti quotidiani: tavoli,
sedie, ciotole, tazze, letti. Ricciolidoro, come tutti i bambini,
trasforma nel suo immaginario gli oggetti, che diventano un
prolungamento affettivo del suo corpo, il confine tra il suo mondo e il
mondo reale degli adulti fatto di divisioni, pesi e misure. Lo
spettacolo segue le avventure di Ricciolidoro nella casetta degli orsi,
in punta di piedi come guardando dal buco della serratura. L’attrice,
di volta in volta, scopre gli oggetti cercando di ritrovare quello
stupore che accomuna il gioco della scena con le esperienze di scoperta
dei bambini.
GIOVEDÌ 21LUGLIO
Ore 21.30
TEATRO DEL CANGURO di Ancona
“ANCORA UN CAPPUCCETTO ROSSO!”
Cappuccetto Rosso è una delle storie più raccontate, più ascoltate,
più viste: non c’è bambino che non la conosca, non c’è adulto che non
la ricordi. E allora quante altre volte il lupo dovrà ancora incontrare
la bambina col cappuccio rosso in testa? Quante focacce da portare alla
nonna dovrà ancora preparare la mamma? Insomma, quante altre volte si
dovrà raccontare questa storia affinché Cappuccetto sia salvo e il lupo
rimanga “gabbato”? Forse non c’è risposta, perché ogni bambino deve
fare il suo percorso, ognuno deve sbagliare per proprio conto e
imparare grazie ai propri errori... Liberamente ispirato alla celebre
fiaba di Perrault, lo spettacolo porta in scena una rivisitazione dell’
avventura dell’ingenua bimbetta di rosso vestita, mantenendo intatti
gli elementi fondamentali del racconto tradizionale, con divertenti
concessioni alla fantasia e al linguaggio teatrale. E allora spazio al
gioco e al divertimento, agli aspetti più leggeri della storia, senza
prendere troppo sul serio lupi cattivi, inganni, paure, pance piene e
pance aperte. I bambini avranno di che ridere e verranno coinvolti da
uno spettacolo a metà tra il gioco e la narrazione, la fiaba e l’
animazione. I testi e la regia sono di Lino Terra, le musiche di
Gustavo Capitò, grafica e scenografia di Fabrizio Valentini. Sul palco,
Cecilia Raponi, Paolo Lardizzone e Laura Iovino.
GIOVEDÌ 28 LUGLIO
Ore 21.30
Compagnia I GUARDIANI DELL’OCA
“I TRE PORCELLINI”
Interpreti Tiziano Feola e Zenone Benedetto
Regia di Zenone Benedetto
spettacolo musicale con attori e pupazzi Un viaggio affascinante in
un classico della favola, la storia di un lupo che cerca di raccontare
le sue maldestre avventure alle prese con tre porcellini giocosi e
divertenti. In un crescendo di emozioni e colpi di scena il lupo
cercherà in tutti i modi di raccontare la storia tradizionale dal suo
punto di vista. “Ma perchè se provo io a mangiare i porcellini tutti mi
dicono male, mentre se ve li mangiate voi, nessuno dice niente?!”.
GIOVEDÌ 04 AGOSTO
Ore 21.30
TEATRO VIVO di Cotignola
“IL SOGNO DI PINOCCHIO”
Adattamento e regia di Luca Cairati Con: Riccardo Bartoletti,
Virginie Dano, Aroa Ferrer, Leonardo Garcia Gonçalves, Giorgia Goldoni,
Esther Grigoli, Janko Polak, Emilie Veissière.
“C’era una volta…
-Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
-No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno…”
Un rumore di passi al buio apre la scena. Alla luce di una candela un
uomo solo scolpisce il suo burattino: Pinocchio. L'intimità della
creazione è il preludio della nostra storia, il big bang della materia
che diventerà creatura. Tutti i personaggi, dal Grillo a Mangiafuoco,
dalla Fata al Gatto e la Volpe, ripercorrono la storia classica dell'
autore Collodi ma vestendo panni nuovi: appariranno maschere della
Commedia dell'Arte, zanni e capitani per il Gatto e la Volpe, maschere
della Commedia Plautina.
La magia della Fata, capace di influenzare gli eventi e di dominare
l'essere nascente, esplode in scene aeree dove, appesa ai tessuti
insieme al Grillo, cercherà in un vortice di coscienza espresso da una
danza aerea, di consigliare ed aiutare il piccolo Pinocchio.
Stili e tecniche si susseguono: marionette della Scuola della
Repubblica Ceca animano la vita di Pinocchio al Teatrino di Mangiafuoco
e i Pupazzi ci raccontano il Pescecane, il Tonno e L'Asino. Musiche
originali cantate e suonate in scena da attori che diventano musici,
giocolieri, acrobati, risuoneranno ancora, una volta finito lo
spettacolo, nel ricordo dello spettatore. Tante sono quindi le tecniche
usate per raccontare una grande storia italiana conosciuta nel mondo.
Lo spettacolo non si presenta in quadri e infatti, nel rispetto della
metrica e ritmica della Commedia, si segue un'unica storia fatta di
parti comiche e drammatiche, scene fisiche e parti recitate. Il viaggio
favoloso di un piccolo burattino sarà capace di attirare gli spettatori
dentro al suo mondo fatto di scelte, dentro al suo mondo fatto di
occasioni. Pinocchio é un bambino che impara a conoscere il mondo:
scopre le sue meraviglie e la sorpresa lo ammalia, scopre gli esseri
umani e le loro debolezze si riflettono in lui. Il fascino e il
pericolo della “prima volta” coglieranno le sensazioni dei piccoli
spettatori mentre l'imponente impianto scenico catturerà l'attenzione
dei grandi, i quali si ritroveranno a seguire la storia come se, per
effetto di una bolla magica della fata, fosse stata scritta anche per
loro.
A volte capita che ciò che è giusto risulti sbagliato, e viceversa,
che cose errate siano invece giuste. Questo accade se ad esempio cambia
il momento in cui si verificano. Nelle contraddizioni allestiamo questo
Pinocchio. É una favola per adulti o per ragazzi? Si riconosce nel suo
tempo o nel nostro? Ci piace raccontare e lasciare immaginare. Lo
spettacolo non é certamente solo un' interpretazione della storia ma
anche il mostrare un mondo fatto di dinamiche umane, “troppo umane”,
che pure un Burattino di Legno apprende perché così viene educato.
L'educazione nel senso piú nobile della parola è il nostro obbiettivo,
ovviamente l'educazione alla cultura, alla fantasia, all'immaginario:
questo raccontiamo con il nostro Pinocchio. Parliamo della morte,
dell'amore, dell'amicizia, insomma Pinocchio ci racconta la vita di un
essere umano che possiamo incontrare tra il pubblico. E' l'incredibile
semplicità delle cose che rende questa vita grande e unica. Pinocchio é
un bambino che sceglie. Le sue scelte ci sembrano sbagliate - la Fata
ed il Grillo Parlante ce lo diranno – ma forse non é così, forse é solo
il momento ad essere sbagliato. Questo é il fulcro, sapere che tutto
ciò che accade al nostro burattino non é altro che la meraviglia della
vita: l'importante é fare la cosa giusta al momento giusto. Pinocchio
viene chiamato burattino da Collodi non per ignoranza del fatto che sia
una marionetta, bensì perché egli si rifà a Burattino, una delle
identità che lo Zanni della Commedia dell'Arte assunse attorno al XVII
secolo. Burattino era colui che abburattava (setacciava) la farina e,
per eseguire il suo lavoro, si muoveva con gesti scomposti e spezzati.
Allo stesso modo si muoveva un burattino (lo Zanni). È proprio a questa
figura che Collodi si rifà nel chiamare la sua marionetta burattino.
GIOVEDÌ 11 AGOSTO
Ore 21.30
TEATROLINGUAGGI di Jesi
“NESSUN DORMA, LA STORIA DELLA PRINCIPESSA TURANDOT”
di e con Fabrizio Bartolucci e Sandro Fabiani
regia Fabrizio Bartolucci
Nessun dorma! É uno spettacolo liberamente tratto da Turandot, il
dramma lirico in tre atti musicato da Giacomo Puccini e ispirato all’
omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi.La Favola della principessa dal
cuore di ghiaccio, in una Cina fantastica di mille e mille anni fa, è
scenicamente evocata dal racconto di un singolare personaggio, uno di
quelli che nell’opera non ha proprio voce (non parla e non canta) ma
che si trova al centro dell’azione, tra l’incudine e il martello, o
meglio, tra il ceppo e la scure: Pu Tin Pao, ovvero colui che taglia le
teste. Un boia che taglia teste, come tutti i boia, ma che segretamente
sogna storie d’amore a lieto fine. Un boia che avrebbe voluto tanto
fare un altro mestiere e che soprattutto… vorrebbe poter dormire una
notte intera. Perché dove regna Turandot non si dorme mai. Ci sono
sempre teste da tagliare e se non ce ne sono, c’è sempre qualcuno che
canta! Nessun dorma è l‘aria lirica più famosa e cantata al mondo. Lo
spettacolo nasce in continuità con un percorso iniziato diverso tempo
fa del Teatro Linguaggi, dedicato al grande teatro musicale. Il lavoro
della compagnia non nasce come semplice riduzione delle opere, ma come
un vero e proprio attraversamento drammaturgico dove la musica al pari
della storia è elemento scenico di scrittura. Una costruzione che
riprende i temi dell’opera e l’immaginario che muove, per dar vita ad
un nuovo racconto teatrale, dove le vicende vengono narrate ed evocate
attraverso la particolare prospettiva di un personaggio, in questo caso
‘il Boia’. Un personaggio minore che gioca dentro e fuori la storia
stessa e permette di raccontare in modo originale la favola di Turandot
immaginata da Puccini. Il proposito è di trasmettere ai giovani
spettatori il fascino di storie, melodie e personaggi del grande teatro
d’opera in un occasione teatrale che muove i linguaggi della scena con
visionarietà e ironia. Una scrittura che unisce teatro d’attore, al
teatro di figura, all’uso di immagini video.
GIOVEDÌ 18 AGOSTO
Ore 21.30
EVENTI CULTURALI/TEATRI COMUNICANTI di Porto Sant’Elpidio
“ATTENTI AL LUPO”
testo: Marco Renzi
con: Oberdan Cesanelli, Stefano Leva, Federico Mancini
regia: Giacomo Zito
… è uno spettacolo interattivo, un grande gioco, una grande festa
della partecipazione e del divertimento, il pubblico è il delegato del
settimo congresso nazionale dell’ALCI (Associazione Lupi Cattivi d’
Italia) che si celebra proprio in quel teatro e in quel momento,
congresso che dovrà eleggere il nuovo presidente. Tra improbabili
candidati, inni nazionali, proclami, bandierine, dirette televisive e
quant’altro, accade che i cacciatori individuano il luogo e fanno
irruzione…il resto ve lo lasciamo immaginare.
Il pubblico entra e trova l’ingresso del teatro addobbato: gonfaloni,
manifesti, bandiere, musica da convention elettorale. Dei Lupi in
doppio petto, con tanto di coda sporgente e occhiali scuri, forniscono
coccarde adesive al pubblico inneggianti al settimo Congresso Nazionale
dell’ALCI – ASSOCIAZIONE LUPI CATTIVI D’ITALIA.
Dentro, in perfetto stile elettorale, accattivanti striscioni che
magnificano questo o quel candidato alla carica di Presidente dell’
Associazione, ancora bandiere, ancora musica, festa e colori, ancora un
Lupo che stringe la mano ai delegati\pubblico che arrivano, da il
benvenuto e si congratula.
Il Teatro è il luogo dove stanno per aprirsi i lavori del settimo
congresso nazionale dell’ALCI, Associazione Lupi Cattivi d’Italia,
Congresso che dovrà rinnovare le cariche sociali ed eleggere il nuovo
Presidente. Al centro del palco troneggia un podio dove i vari
candidati prenderanno la parola. Entra sul palco il conduttore del
Congresso, il Lupo Cerimoniere, ha una giacca demodé, piena di lustrini
che riflettono luce in tutta la Sala, annuncia l’importante momento,
raccomanda di essere partecipi e calorosi con tutti i candidati e che
alla fine sia il Lupo più feroce ad essere eletto. Il Congresso sarÃ
trasmesso in diretta televisiva affinché tutti i branchi, i lupi
solitari, gli abitanti delle selve oscure, i lupi malati ed anziani,
possano seguirlo e rendersi conto della grandezza della specie. Non è
mai accaduto in passato, pur tuttavia esiste un rischio di
intercettazione, è possibile che i Cacciatori possano captare il
segnale individuando il luogo del Congresso con tutte le possibili
disastrose conseguenze del caso. E’ ritenuto comunque prioritario
veicolare al meglio l’immagine dei Lupi e dare il senso della forte
compattezza dei branchi, che i Cacciatori intercettino pure ma
percepiscano innanzi tutto la grandezza dei Lupi e della loro razza. A
tal proposito sono stati predisposti dei cartelli che indicano precisi
comportamenti da seguire, ad esempio, “silenzio assoluto”, “applauso”,
“delirio”, c’è anche un cartello che riguarda i Cacciatori e quando si
accenderà i delegati dovranno sonoramente manifestare il loro dissenso.
Dopo la corale esecuzione dell’Inno Nazionale dei Lupi, i candidati si
alternano sul podio narrando le loro più efferate imprese e ricevendo,
a seconda del coraggio mostrato, i diversi livelli di gradimento del
pubblico presente in Sala e di tre Lupi\burattini\delegati che
rappresentano una sorta di coscienza critica dello stesso. C’è Lupo
Ambrogio, il suo slogan è “Lupi ieri, Lupi oggi, Lupi sempre”, è il
Lupo che ha compiuto le note imprese nella favola di Cappuccetto Rosso,
viene fischiato poiché considerato inadeguato e non al passo con i
tempi.
C’è Lupo Virgilio, la sua è una riforma all’insegna della rete e del
web, sostiene la necessitÃ
dell’innovazione tecnologia, vuole mettere ogni branco on-line in
maniera che le informazioni su trappole e Cacciatori siano rese note a
tutti in tempo reale, il suo slogan è “Lupo Virgilio.it, la svolta che
cercavi. Lupi di tutto il mondo on-line”.
C’è Lupo Ercole, la sua è una risposta di forza al sistema dei
Cacciatori, i Lupi non debbono ridursi a vivere come ebeti davanti allo
schermo di un computer, i Lupi debbono fieramente terrorizzare, “meglio
un giorno da Lupi che cento da pecora” è il suo slogan. C’è Lupo
Maurizio, “La forza senza il controllo non è nulla”, non condivide la
svolta tecnologica, i Lupi non sono talpe, sono liberi. Non condivide
neanche la proposta tutta fisica di Lupo Ercole, uno scontro con gli
umani è sicuramente perdente, andavano attaccati quando soli e smarriti
si muovevano nel mondo e in quel tempo i Lupi già cacciavano in branco.
I Lupi però si sono lasciati incantare dallo sguardo umano e ne hanno
addirittura allevato i piccoli, la Lupa di Roma insegna. Lupo Maurizio
propone un progetto a lungo termine, bisogna infiltrare Lupi tra gli
umani, Lupi che riescano a seminare discordia appellandosi a tutto ciò
che possono, colore della pelle, confini geografici, passioni sportive,
gli uomini debbono litigare tra loro, debbono farsi la guerra, debbono
indebolirsi, quando questo accadrà i Lupi potranno attaccare, vincere e
diventare loro la specie dominante.
Si arriva così al momento della votazione per la carica di
Presidente, il pubblico vota il candidato che ritiene più idoneo, i
voti vengono contati e quando si arriva al momento della
proclamazione…
Prima di abbandonare il Teatro i due Cacciatori vengono legati come
salami e costretti a girare su se stessi recitando una filastrocca di
duro pentimento.
GIOVEDÌ 25 AGOSTO
Ore 21.30
TEATRO DEL DRAGO di Ravenna
“IL MARE BLU”
Un progetto di teatro dedicato all'acqua salata.
Una volta andavo per mare…era tanto tempo fa…adesso navigo con la
fantasia… Ma qualcosa me lo ricordo ancora, …come si fa a dimenticare
il colore del mare? I delfini erano dei buoni compagni di viaggio,
soprattutto se soffrivi il mal di mare, loro ti stavano vicini e ti
coccolavano cantando dolci nenie, fino a quando la paura ti passava e
anche il male un po' andava via… Quante volte li ho visti saltare e
giocare sotto la prua, per chiamarli era sufficiente battere un ferro e
loro, splash, uscivano dall'acqua con una forza e una vivacità mai
vista, se ti sporgevi un pochino li potevi quasi toccare. I delfini,
non hanno paura dell'uomo, si fidano di lui, gli vogliono bene…
Tratto dal diario di bordo dell'imbarcazione a vela Lady blu “Correva
l'anno di grazia: 1864… Siamo in mezzo al mare, lì abita Dilo. Lui è
un cucciolo e, come tutti i cuccioli ha una gran voglia di giocare, di
muoversi e di saltare, vorrebbe farlo con qualcuno, ma non c'è nessuno
a tenergli compagnia. Così decide di partire alla scoperta del mondo
marino. Balene, tartarughe, remore, cavallucci marini, saranno di volta
in volta i suoi compagni di avventura. Dilo, però non è un cucciolo
qualsiasi, è un cucciolo speciale (tutti i cuccioli lo sono, ma lui di
più), ha disegnata sul dorso una stella magica che possono vedere solo
quelli che conoscono il segreto del mare. Questo significa che Dilo ha
una missione da compiere. Quale? Un attrice in uno spazio di veli blu,
narra la storia. La accompagnano ombre, pupazzi e oggetti mossi a vista
attraverso un gioco di proiezioni di immagini con le tonalità del mare.
Un attore anima dal fondo, accompagnando la recitazione con luci e
musica.
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