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GIULIANOVA ALTA – PIAZZA BUOZZI
“L’INFERNO DI DANTE – RECITAL CONCERTO”
Monologo a cura di
Vincenzo DI BONAVENTURA
Domenica 24 luglio dalle ore 21,30
Molto sarebbe da dire su una operazione complessa e audace come L’INFERNO, ci limiteremo all'essenziale che si agita dentro per quel che concerne il lavoro su un Recital concepito come exemplum di devianza se non di rottura sul già magnificente espresso dalla storia della scena italiana , che, per suo esercizio Istituzionale, a rigore, preferisce lo scontato accertato dei paludati condottieri del recitar cantando più volte accesi dai multimedia celebranti. L'INFERNO di DANTE e' un colossal della letteratura e non ha nulla di teatrale se non che a raccontarlo debba essere un Pellegrino viaggiatore assai solerte nel vedere e nel redarre dati, che, suo malgrado è oggetto del più temibile scavo di intervento epico che mente umana possa concepire e, inoltre, al di là dell'orrore e della stupefazione, pare pure che, gli elementi storici illuminanti le Civiltà , passino attraverso il suo occhio preveggente e premonitore. Un obiettivo esemplare e' quello di far conoscere la portata dell'opera, un po' a tutti, affinché possano acquisire in un ascolto, solennemente epicizzato, un bell'urlo ferino che distoglierebbe gli uomini dal dimenticarsi di Dio e degli Inferi, che annusassero l'impeto e l'impegno tanto fortemente voluto dal poeta ammonitore e ricomponessero nell'animo il temuto rigoglio della Coscienza, quella smarrita da lunghi tempi. Quindi e' spugnosamente teatrale, come vorrebbe BRECTH, disposto a frantumarsi attraverso lo sacrifizio del testimone pellegrino che, volutamente, sdegnosamente, macina la sua vox strumenta in tecno-teologia, cioè avvalendosi del più sofisticato apparato strumentale fonico immaginabile, in corposità e intensità megafona.
La finalità de L'INFERNO di DANTE a cura del TETROLABORATORIUM 27 AIKOT a cura di Vincenzo Di Bonaventura sta proprio nel dirompere verso l'ascolto, aggiogare, in un tempo, immagini e percezioni, significati e moniti, panorami e peculiarità specifiche, dettagli e montaggi figurativi sistematici, facendo del suono, parola; della parola, suono; del narrato, fatto; dell'accadere, presenza; dello scendere verso il basso, mistero; senza mai trascurare la discorsività dell'endecasillabo, che, maggiormente, rispetto ad altre scelte, impone il suo ineguagliabile filone drammaturgico, vale a dire, la sua costante ritmia fabulante, unica e irrinunciabile. Questo tipo di esperienza, già molte volte sperimentato nelle scuole di ogni ordine e grado, Università comprese, ha dato esaurienti risposte circa il partecipare emotivizzato e, la scansione duplice del vivere e vedere, del sentire e capire, del perdere e ritrovare, ha fornito sufficienti impulsi a credere nella operazione siffatta in quanto, ancora una volta, si è potuto constatare quanto generosamente conti, da parte dell'interprete, il possesso del testo, in una sorta di mnemorizzazione prensile se non metabolica. Stesso riscontro negli spettacoli Recital di grande piazze, dove l'enormità ' del pubblico, in ascolto tecnologico di portata, come nei grandi concerti musicali, recupera di fatto l'intimità ' del verso Dantesco quasi a volerlo reinterpretare a sua volta, come da suggerimento pre-impressivo. L'esperienza dice che la bellezza della più alta Poesia del mondo può trovare realtà in una ritrovata Cattedrale del rito o del riposo dove magnifico e supremo e' solo L’ASCOLTO!
IN CASO DI MALTEMPO LO SPETTACOLO SI TERRA' ALL'INTERNO DEL LOGGIATO DEL SOTTOBELVEDERE
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