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Lunedì 7 novembre ore 21 il terzo appuntamento della 46ª Stagione Concertistica 2011/2012 della Società del Teatro e della Musica vedrà esibirsi - sul palcoscenico del Teatro Massimo di Pescara - un interessante trio jazzistico che vede insieme artisti tra i più significativi della scena americana
«MAUGER»
RUDRESH MAHANTHAPPA, sax
MARK DRESSER, basso
GERRY HEMINGWAY, batteria
"Mauger" mette a contatto tre jazzisti tra i più significativi della scena americana per quello che si preannuncia come un imperdibile e stimolante confronto tra generazioni di improvvisatori. Mahanthappa si è fatto conoscere negli ultimi anni, in particolare per le frequenti collaborazioni con il pianista Vijay Iyer, con cui condivide l'origine indiana (Mahanthappa è cresciuto comunque nel Colorado ed è curiosamente nato a Trieste!), mentre Dresser e Hemingway hanno sin dagli anni Settanta incrociato i loro destini, in particolare nel quartetto di Anthony Braxton. Confronto tra linguaggi improvvisativi, ovviamente: il linguaggio complesso e articolato del sassofonista (che si avvicina dal punto di vista linguistico alla ricerca di Steve Coleman e dell'M-Base) e la libertà di due esploratori per cui non ci sono barriere come i suoi compagni di viaggio. Costruzione quindi, ma anche abbandono, in una tensione che si percepisce palpabile nei brani del loro disco d'esordio "The Beautiful Enabler". Musica che vive di un forte interplay, uno spazio elastico nel quale proiettare le aperture solistiche e condensare i momenti collettivi, un grande equilibrio/disequilibrio tra costruzione consapevole e istintività, ben esemplificato dai momenti di improvvisazione collettiva, che suona avventurosa anche negli squarci più lirici. Membri del memorabile quartetto classico di Anthony Braxton e originali bandleader a loro volta, Mark Dresser e Gerry Hemingway sono i primi nomi che vengono alla mente quando si è chiamati a citare i migliori improvvisatori nei loro rispettivi strumenti, il contrabbasso e la batteria. Musicisti estremamente dotati, innovatori nel definire e nell'ampliare il significato del jazz contemporaneo e nell'essere di totale creatività mentale, Dresser e Hamingway sono sempre in grado di sorprenderci. Mauger è più che la combinazione di queste tre personalità: è un'entità di per sé.
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