MuBAQ- Museo Dei Bambini L’Aquila
Via Costa Fonte Augelli, II,N°2, 67042 Pianola,L’Aquila.
Tel. 0862 635202 Cell.339 6274730
www.mubaq.org
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VII Edizione ETNORAMI
Nomadismi dell’arte contemporanea
Incontri ravvicinati con artisti internazionali
a cura di
Lea Contestabile
Nazan e Aydin Erkmen
Segni della illustrazione turca contemporanea
Nazan Erkmen-L’Epica di Gilgamesh
Aydin Erkmen-L’Epica delle antiche città dell’Anatolia
Il MuBAQ-Museo dei Bambini dell’Aquila in collaborazione con la Marmara University
di Istanbul(Turchia), Accademia di Belle Arti di L’Aquila, Accademia Albertina di Torino,
Regione Abruzzo-Assessorato alla Promozione Culturale, Comune di Fossa, Pro loco di
Fossa organizza la VII edizione di ETNORAMI
La manifestazione, nata per creare occasioni di riflessione e di scambio tra diverse culture
attraverso l’arte, mette in rete artisti, critici, bambini instaurando momenti di dibattito e di
laboratorio.
La manifestazione è strutturata in maniera tale che artisti con maggiore esperienza
lavorino con quelli più giovani mettendo a confronto tematiche, punti di vista, modalità
d’intervento.
Gli artisti invitati quest’anno sono due grandi illustratori turchi che, attraverso le loro
immagini, raccontano la cultura del loro Paese.
La mostra Nazan e Aydin Erkmen, segni dell'illustrazione turca contemporanea
già presentata con grande successo negli spazi espositivi dell'Accademia Albertina di
Torino nel Maggio 2011, a cura di Salvo Bitonti e con testo critico di Antonio Musiari
sarà allestita a Fossa negli spazi del Centro AllenaMENTE all’interno del paese
distrutto dal terremoto del 6 aprile e si inaugurerà domenica 20 novembre alle ore
17.00.
Anche questa occasione vuole essere un contributo del MuBAQ alla rinascita culturale del
nostro territorio avvicinando grandi e piccoli ad altre culture per meglio conoscerle, capirle
ed accettarle.
Le fiabe diventano la chiave di lettura per meglio comprendere aspetti fondamentali della
società e nel loro insieme, danno una spiegazione generale della vita umana aiutando a
capire come, dallo scambio tra culture diverse, si possa trarre un arricchimento, senza
rinunciare alla propria identità culturale
Una fase importante del progetto riguarda, come sempre, i laboratori creativi che
realizziamo con bambini e ragazzi sulle tematiche affrontate dagli artisti invitati .
I laboratori diretti da Lea Contestabile saranno condotti dagli operatori del MUBAQ che
vantano esperienza e competenza nel campo della didattica dell’arte
Così scrive il curatore torinese nel testo della mostra di Torino
“Nel comune impegno di elaborare e diffondere per immagini frammenti di storia
presentano una scelta delle proprie opere Nazan Erkmen – docente e decana della
Facoltà di Belle Arti alla Marmara Üniversitesi di Istanbul – e Aydin Erkmen, altro
significativo esponente della grafica contemporanea in Turchia.
Nazan Erkmen reinterpreta uno dei primi capolavori letterari dell’umanità: il poema di
Gilgamesh. Il confronto con un personaggio archetipico e, in quanto tale, insondabile
nella profondità dei significati religiosi e psicologici – nonché delle implicazioni contestuali,
oniriche e affabulatorie – si svolge dal fondamento archeologico e recupera così la
piena valenza della opposizione tra mito e realtà. L’iconografia ancestrale, scaturita
dalla tradizione orale in un testo che si formò attraverso un lungo arco di generazioni,
funge dunque da prova e fa vacillare l’equilibrio delle tavole verso il polo della realtà. A
correggere questo iniziale sbilanciamento, Nazan Erkmen provvede con un uso del colore
capace di restituire unità ad elementi disparati, fino a superare l’abisso tra l’iconografia –
testimonianza dell’archeologia di Gilgamesh – e la necessità sempre attuale di rivisitare
ed immedesimarsi nelle sue avventure. Nazan Erkmen conferma il talento, noto dalla
sua ricca produzione di libri illustrati di narrativa e per l’infanzia, ricreando con la propria
visionarietà l’emozione dell’antichissimo legame tra gli dei e uomini della Mesopotamia
primordiale di Gilgamesh ed Enkidu fino ai nostri giorni. Lo scambio nativo tra grafica ed
editoria, caratterizzante la civiltà figurativa in Turchia, fa da ponte tra la ricerca di Nazan
e quella di Aydin Erkmen. Entrambi, infatti, vedono l’illustrazione quale sbocco principale
dei loro percorsi. Il passaggio tematico da compiere è quello tra la personificazione del
sistema di valori che il Vicino Oriente antico prestò alle civiltà limitrofe e gli scenari in cui
quello stesso sistema agì anche attraverso altri personaggi, sia leggendari sia storici.
Nel caso della serie L’Epica delle antiche città dell’Anatolia di Aydin Erkmen – che il
pubblico italiano ha ora l’occasione di considerare direttamente – la materia letteraria ha
dunque ceduto parte dei suoi diritti all’interazione spazio-tempo.
Remoti nomi di città, poli-etniche e dal fascino a-cronico, si dispiegano in immagini tese
anzitutto a trasmettere il richiamo ininterrotto che ci proviene dal passato. A sostenere
il peso del messaggio è un procedimento di selezione fedele piuttosto alla fantasia
individuale che ad un impossibile rigore. La tavola risulta così composta da silhouettes
dapprima semplificate e quindi amplificate cui un cromatismo nostalgico – o meglio, la
nostalgia della policromia perduta – assicura l’indispensabile sottolineatura emotiva. La
mano dotta ed esperta dell’artista perviene dunque a ricomporre non frammenti di rovine,
bensì tessere di memoria ancora efficaci nel suggerire attraverso lo sguardo la vita intensa
e segreta delle nostre radici eurasiatiche.