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Venerdì 19 marzo 2010, a Ripa Teatina, presso la Sala Polivalente Comunale in via N.Marcone 42, alle 18.00, sarà proiettato il film-inchiesta di Carlo Infanti “La verità negata”. Il Circolo PD di Ripa Teatina in collaborazione con l'associazione La casa del Mago Zurlì (Onlus) organizza questo evento di altissimo livello culturale per ricordare la figura di Aldo Moro e tutte le verità Negate sui 55 giorni del sequestro. Al termine della proiezione del film è previsto un dibattito pubblico a cui parteciperanno Carlo Infanti autore e regista del film e Maria Fida Moro, primo genita del presidente assassinato il 9 maggio del 1978. La pellicola presentata è stata iscritta alle pre-selezioni del Festival del Cinema di Cannes 2008, dell’Internazionale Critics Week 2008, del Quinzaine des Rèalisateurs 2008. “Non è un documentario, nè una narrazione - spiega il regista - Il mio è un film diverso, è un film d’inchiesta. Un’inchiesta come mai è stata fatta sul più grande, controverso e oscuro delitto politico della storia italiana”. Protagonisti della vita politica e sociale dell’epoca narrano fatti e circostanze inedite. Ex ministri, agenti segreti, amministratori pubblici, legali e ufficiali dell’Esercito e della Marina militare, raccontano. Il regista puntualizza che il suo film d’inchiesta non vuole essere a sfondo politico. Non mira ad imputare un colpevole o un gruppo di colpevoli. L’interpretazione della vicenda è lasciata allo spettatore, al quale il regista chiede di fermarsi a riflettere. “Perché, in tutti questi anni non è stata effettuata una reale inchiesta sulla morte di Moro? Perché, chi sapeva che a Gradoli non ci fu perquisizione ha sempre taciuto lasciando che continuasse questa finzione per oltre 30 anni? Ed erano in molti a saperlo”! «Caro Zaccagnini, scrivo a te, intendendo rivolgermi a Piccoli, Bartolomei, Galloni, Gaspari, Fanfani, Andreotti e Cossiga ai quali tutti vorrai leggere la lettera e con i quali tutti vorrai assumere le responsabilità, che sono ad un tempo individuali e collettive. Parlo innanzitutto della D.C. alla quale si rivolgono accuse che riguardano tutti, ma che io sono chiamato a pagare con conseguenze che non è difficile immaginare. Certo nelle decisioni sono in gioco altri partiti; ma un così tremendo problema di coscienza riguarda innanzitutto la D.C., la quale deve muoversi, qualunque cosa dicano, o dicano nell'immediato, gli altri. Parlo innanzitutto del Partito Comunista, il quale, pur nella opportunità di affermare esigenze di fermezza, non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del Governo che m'ero tanto adoperato a costituire.» (lettera di Aldo Moro, 4 aprile 1978)
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